Il ricordo ancora vivo di Pescara

È passato quasi in mese dal mio primo mezzo Ironman, il 70.3 di Pescara.

Tante cose sono già successe in queste settimane, ma credo che il ricordo di quell’esperienza mi accompagnerà ancora per molto tempo.

Ricordo i giorni prima della gara, l’agitazione, dovuta ai cambiamenti che sto vivendo nella vita privata e anche al risultato di Bardolino, che mi aveva lasciato tanti dubbi. Non è stato facile trovare la concentrazione ma mi sono focalizzato su me stesso: stavo facendo quello che volevo e lì ho ritrovato la carica e l’energia per la nuova sfida.

Forse il ricordo più bello che ho è ai nastri di partenza, vicino a Daniel Fontana, a Ivan Risti.

Nel 2006, quando mi sono affacciato alle gare, loro erano il presente del triathlon olimpico, ne stavano scrivendo la storia. Oggi che in qualche modo ci sono io al loro posto, me li sono ritrovati in questa nuova sfida e, ancora una volta, sono stati il mio esempio.

Daniel mi ha dato alcuni consigli prima della partenza, su come gestire la gara, la zona cambio, le nuove regole. Averli vicini in quel momento, e condividere questa esperienza con loro è stato davvero bello.

Quanto alla gara, beh… sappiamo tutti com’è andata. Un quarto posto venuto in parte dall’inesperienza. Ho deciso di attaccare nell’ultima frazione di corsa, al 15° km, ma dopo 5 km sono saltato come il tappo di una bottiglia di spumante! Mi si è spenta la luce e ho perso il vantaggio sul mio inseguitore, e insieme a quella anche il terzo posto. E’ il rammarico più grande che ho ma sono certo che mi servirà come esperienza.

Pensavo di soffrire di più la distanza e invece l’ho gestita bene e, soprattutto, ho capito perché questo sport fa innamorare: è una gara con te stesso, devi conoscerti, amministrare le energie.

Sono contento di averlo fatto e di aver scelto una gara in Italia, il Paese dove sono nato, cresciuto e dove tutto ha avuto inizio. E’ stata una gara di emozioni e di ricordi. Il calore del pubblico, il tifo, gli amici che hanno festeggiato il mio quarto posto sono impagabili.

Le gare lunghe, insomma, mi piacciono. Ora si tratta di capire quale sarà il prossimo obiettivo. Sicuramente mi aspettano due appuntamenti importanti, la coppa del mondo e il campionato del mondo a squadre. E poi c’è sempre la Super League. C’è tanta carne al fuoco e tutte le porte sono aperte.

Una volta focalizzato l’obiettivo sarà più semplice focalizzare tutte le energie.

 

ph: Marco Bardella