Alla ricerca di nuovi punti di vista

Se c’è una cosa che ho capito, nell’ultimo periodo, è che non possiamo decidere le nostre emozioni, ma possiamo imparare a gestirle per fare in modo di coglierne il meglio e renderle costruttive.

Ci ho pensato anche lo scorso weekend, mentre ero in Puglia, in occasione del Calaponte Tri Week.

Per una volta ho vissuto l’esperienza di una gara dall’esterno, senza poter gareggiare.

E il bello è che sono riuscito a viverla senza la tensione che magari avrei avuto tempo fa.

Mi sono lasciato conquistare da una terra meravigliosa, che non ha nulla da invidiare a posti esotici e lontani. Polignano è bellissima, con la scogliera a picco sul mare e l’accoglienza è stata indescrivibile. Sono state tantissime le persone che mi hanno fermato per una foto, un saluto, per chiedermi qualche dritta o semplicemente per farmi un in bocca al lupo. Noi del Nord non siamo così abituati a un’accoglienza così calorosa, è quasi disarmante ma bellissima!

Peccato non essermi potuto fermare più di qualche giorno in Puglia; d’altra parte ho scoperto un territorio dalle enormi potenzialità (così come la stessa gara), ben organizzato, con strutture e percorsi adeguati: ha tutti i requisiti per diventare un punto di riferimento come evento e non solo, anche per la preparazione sportiva invernale di alto livello e non.

Accompagnato dall’affetto della gente, mi sono goduto la due giorni di gare: sabato la gara di fondo di nuoto e quella dei bambini, domenica l’olimpico.

Mi ha fatto piacere rivedere gli Age Group, toccare con mano il loro entusiasmo; è stato bello seguirli in gara, vedere come si comportavano di frazione in frazione.

Ho incontrato con piacere i protagonisti della gara, Michele Sarzilla e Jonathan Ciavatella; e poi Pino, Lino, grandi amici che non vedevo da molto, e per finire Martina Dogana. Anche lei è appena rientrata da un infortunio, quindi sa meglio di altri cosa sto vivendo: la sua positività e il suo entusiasmo sono stati contagiosi e coinvolgenti.

Insomma, a fare da spettatore mi sono risparmiato tutta la tensione pre-gara, ma qualche pensiero, qualche riflessione c’è stata, così come è prevedibile per un atleta che si trova a dover assistere senza poter gareggiare.

Mi sono reso conto, specie dopo la gara di Bermuda, che negli ultimi due anni sono riuscito a sciogliere alcuni nodi importanti, per la mia carriera di atleta e non solo. Ho imparato a gestire il disagio davanti alle situazioni che non posso cambiare, a superare momenti che, tempo fa, non sarei riuscito a gestire.

Mi sento un po’ come un gladiatore che entra nell’arena, prima della battaglia: sa cosa lo attende, ma allo stesso tempo ha la tranquillità e la forza di chi sa di aver fatto tutto quello che doveva, di chi sa di avere le capacità per superare quella battaglia.

La quiete prima della tempesta? Probabile.

Il fatto è che nella vita, tra alti e bassi, le emozioni no si comandano, non possiamo vietarci di provare qualcosa, però possiamo decidere cosa farne, per fare in modo che ogni emozione diventi utile e ci renda migliori.